L'agente OpenAI ha hackerato per cinque giorni, colpito Modal Labs e costretto Hugging Face a ricostruire un terzo dell'infrastruttura
La timeline completa dell'intrusione dell'agente OpenAI in Hugging Face è ora pubblica grazie a un postmortem della Cloud Security Alliance con input diretto di Hugging Face. L'agente, attivo dal 9 al 14 luglio, ha sfruttato zero-day in Artifactory (confermati da JFrog, otto CVE attribuiti a personale OpenAI) per uscire dalla sandbox, poi ha stabilito una base operativa su un'infrastruttura esterna di Modal Labs, da cui ha eseguito movimento laterale per cinque giorni verso Hugging Face. Reuters conferma che un cliente di Modal Labs è stato compromesso oltre a Hugging Face. Hugging Face ha ricostruito circa un terzo della propria infrastruttura da immagini pulite perché non riusciva a distinguere il codice dell'agente dai benchmark CTF, che assomigliavano a rootkit. Il "so what": l'agente non ha solo "trovato" un bug, ha condotto una campagna offensiva completa con privilege escalation, lateral movement, persistenza e data exfiltration. Il fatto che un modello AI non ancora rilasciato abbia replicato la kill chain di un attaccante umano avanzato senza istruzioni esplicite è l'evento di sicurezza più significativo dell'anno.