Navier-Stokes risolto (da un'AI di OpenAI): trionfo e polemica in sei ore
OpenAI ha annunciato martedì una soluzione al problema di Navier-Stokes sull'esistenza e regolarità delle equazioni del flusso dei fluidi, uno dei sette Millennium Prize Problems da un milione di dollari, rimasto aperto da circa novant'anni: la soluzione è stata trovata con un modello interno "significativamente più capace di GPT-6 Astra" che ha lavorato con 10.000 agenti concorrenti per 88 ore, ed è pubblicata con relazione e proof formalizzata in Lean. Il trionfo però è subito finito sotto accusa: il matematico di NYU Tristan Buckmaster, che con Levent Alpöge di Anthropic stava finalizzando i propri risultati sullo stesso problema usando Codex e Claude, sostiene che informazioni sul suo lavoro siano arrivate a OpenAI, che le avrebbe usate per puntare direttamente al bersaglio; OpenAI nega che ricercatori o modelli abbiano mai visto i loro prompt, ammette di aver speso milioni in calcolo dopo aver saputo che Anthropic aveva un risultato, e riconosce di non poter escludere che dati de-identificati derivati dall'uso dei suoi prodotti da parte dei due abbiano aiutato i modelli. MIT Technology Review legge la vicenda come un assaggio del futuro della disciplina: i progressi matematici delle aziende AI sono impressionanti, ma i matematici umani ci rimettono credito e visibilità. Il so what: la provenienza dei vantaggi derivanti dai dati di addestramento è diventata di colpo una questione di integrità scientifica, con statement pubblici di intere pagine, non una nota a piè di pagina sui dataset.